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Economia e
Spiritualità

I RICOSTRUTTORI

Associazione eretta Ente morale con Decreto Ministero dell’Interno del 3 Ottobre 1997.

Diceva Ignazio di Loyola: «Non è l’abbondanza della scienza che soddisfa l’anima, ma sentire e gustare interiormente le cose».

I Ricostruttori

Il Movimento dei Ricostruttori nasce una quarantina di anni fa, in un periodo di profonda crisi religiosa. Il fondatore, p. Gianvittorio Cappelletto, gesuita, intuì che si poteva proporre un percorso spirituale a coloro che, per sfiducia, disillusione o distrazione, avevano abbandonato qualsiasi pratica religiosa.

La proposta di un “metodo” di preghiera profonda, associata ad uno stile di vita adeguato che la facilitasse, soddisfaceva le aspettative di molti e i partecipanti manifestarono l’esigenza di poter dare continuità a questa esperienza. Tutto ciò, naturalmente, richiedeva anche uno spazio fisico in cui ritrovarsi a praticare la meditazione profonda ed approfondire i temi ad essa collegati. Da qui la scelta del nome: “Ricostruttori” non solo della propria vita interiore assopita, ma anche di luoghi abbandonati per trasformarli in spazi di preghiera.

Educare alla spiritualità

La proposta si rivelò particolarmente significativa per chi si era allontanato dalla vita religiosa, non ne aveva mai fatto esperienza o semplicemente voleva provare la preghiera del cuore. L’esperienza concreta della preghiera svelò subito quali erano le esigenze delle persone: partecipare alla preghiera anche con il corpo; seguire un “metodo”; associare la preghiera ad uno stile di vita appropriato; curare sofferenza e solitudine; armonizzarsi con la natura; scoprire il potere trasfigurante della preghiera anche a livello sociale; mantenere un afflato universale.

Missione

La Missione dei Ricostruttori nella preghiera è farsi testimoni di una cristianità capace di venire incontro al bisogno di preghiera e ricerca interiore, spesso inconsapevole, dell’uomo contemporaneo. Attingendo alle risorse della tradizione cristiana, propongono un cammino di rientro in se stessi, che consenta di raccogliere il proprio sguardo, disperso all’esterno e disorientato, e di introdurlo nel cuore: la meditazione profonda nota anche come preghiera del cuore. 

La preghiera del cuore non rinchiude mai in una prospettiva intimistica, al contrario è una contemplazione attiva, poiché la trasformazione interiore trasfigura realmente il mondo, e chi ha sguardo candido lo coglie per primo: i bambini e gli animali, come dice Isacco il Siro, riconoscono immediatamente nell’uomo spirituale il profumo che Adamo emanava nell’Eden.

ASSOCIAZIONE TEATRO DI VERZURA